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UN CONVEGNO SULLA FAMIGLIA AL CAMPIDOGLIO

Paola Maria Zerman, Direttore de La famiglia nella società, parla di famiglia e fisco

di Salvatore Sfrecola  

Successo di Paola Maria Zerman, Avvocato dello Stato ed apprezzata  collaboratrice de Un Sogno Italiano, ieri in un convegno sulla famiglia   organizzato dalla Professoressa Emilia Costa, docente di psichiatria nell'Università di Roma "La Sapienza", che si è tenuto nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, con la partecipazione di studiosi di varie discipline, come Giovanna Marcazzan, Giudice del Tribunale dei Minorenni, Paola Binetti, deputato e docente di neuropsichiatria infantile al Campus Biomedico di Roma. Ha moderato l'onorevole Marco Sciclari, intervenuto in rappresentanza del Sindaco, Gianni Alemanno, impegnato negli incontri per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

 

In apertura Paola Zerman ha inquadrato il tema nel più vasto quadro dell'economia nazionale, sottolineando come da tempo gli studiosi hanno espresso piena consapevolezza della circostanza che al centro del modello di sviluppo del Paese è la questione del trattamento fiscale dei nuclei familiari.L’interesse degli studiosi procede da alcuni punti fermi, ha precisato.Innanzitutto dalla considerazione che la famiglia svolge un ruolo centrale nella vita economica, in quanto è formata da un nucleo di persone che esprimono ruoli diversi nella società e rispetto alle vicende dell'economia, tutti essenziali, lavoratori, aspiranti lavoratori, studenti, consumatori, risparmiatori, assistenti di persone malate o anziane.

Uno spaccato della società che esige una considerazione sul piano fiscale, tenuto conto che il fisco è strumento di elezione della politica economica, nel senso che il livello di tassazione condiziona la formazione e lo sviluppo della famiglia e, in fin dei conti, della società.È, dunque, necessario - ha affermato l'Avv. Zerman - affrontare il tema della condizione fiscale della famiglia "perché aiutare le famiglie è vera politica economica e sociale, capace di restituire loro prospettive di sviluppo e capacità di spesa e di risparmio, ciò che serve per far crescere il Paese".Prima di entrare nel merito del dato fiscale Paola Zerman ha richiamato alcuni principi, di ordine costituzionale, che impongono al legislatore l’adozione di misure che tengano conto del ruolo della famiglia.

In primo luogo l’art. 31 Cost., comma 1, secondo il quale “la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”.Ora è evidente che le “misure economiche” possono essere di vario genere, quindi anche fiscali, in forma di deduzioni e detrazioni per tener conto degli oneri che sopportano le famiglie in particolare quelle “numerose”. Ciò in considerazione del ruolo che lo Stato riconosce alla famiglia, di “istruire ed educare i figli” (art. 30 Cost.), un valore che la Costituzione riconosce in quanto la procreazione è funzionale all’equilibrio della società fra le varie generazioni e al suo sviluppo nel tempo. In particolare, l’istruzione e l’educazione è un compito che i genitori si assumono per formare futuri cittadini e lavoratori.

Se, dunque, questi sono valori che meritano considerazione e agevolazioni è evidente - ha detto Paola Zerman - che il legislatore fiscale deve avere presenti due esigenze, quella di mettere in condizione le famiglie di svolgere il loro ruolo, non privato ma sociale, e quella di non discriminarle, considerando che l’art. 53 Cost., che impone a tutti di concorrere “alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”, va coordinato con l’art. 3 Cost. in quanto è evidente che la capacità contributiva deve tener conto del numero e della qualità dei soggetti che il reddito tassabile concorre a mantenere.

Essendo evidente che il principio di parità di trattamento e di ragionevolezza risulterebbe violato se a parità di reddito un single fosse tassato come un padre di famiglia con mogli e figli privi di redditi autonomi.

In proposito ha ricordato la richiesta del Forum delle Famiglie, supportata da oltre un milione di firme, di introdurre il c.d. quoziente familiare,  un sistema di tassazione che tiene conto del numero dei componenti della famiglia e quindi dei costi che la famiglia sopporta, ad esempio per il mantenimento e l'educazione dei figli.

Principio di parità di trattamento e di non discriminazione - ha detto la relatrice -  che trova un fondamento anche nella Carta del Diritti dell’Unione europea dacché il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia (art. 9) non può essere espressione di un diritto astratto perché “costituire una famiglia” significa che le leggi devono mettere in condizione i cittadini europei di costituire una famiglia. Un diritto ribadito dalla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali che all’art. 12 (Diritto al matrimonio) afferma che “Uomini e donne in età adatta hanno diritto di sposarsi e di fondare una famiglia se­condo le leggi nazionali regolanti l’esercizio di tale diritto".

Il fatto è che nella disciplina dell’imposta personale sul reddito delle persone fisiche si è persa da tempo l’occasione per procedere ad una modulazione dell’imposta finalizzata alla correzione delle distorsioni presenti nell’attuale regime IRPEF, che penalizzano i contribuenti con familiari a carico e le famiglie monoreddito.Il trattamento fiscale del nucleo familiare è infatti uno degli aspetti di maggiore importanza ai fini dell’analisi degli effetti distributivi del sistema tributario che, come detto, può influenzare il benessere delle famiglie mediante agevolazioni fiscali concesse ai nuclei con diversa numerosità e/o diverso numero di contribuenti.

"Come sancito dalla nostra Costituzione, ha detto Paola Zerman, il ruolo della famiglia nell’ambito della società risulta importante e meritevole di tutela.

In termini economici si afferma che la famiglia produce esternalità positive, ossia benefici per l’intera collettività, attraverso le proprie decisioni di procreazione, che contribuiscono alla conservazione dell’equilibrio demografico, la sua capacità di rendere maggiormente egualitaria la distribuzione dei redditi, la tutela che garantisce ai soggetti deboli, il contributo alla creazione di capitale umano".

Avviandosi alla conclusione e riprendendo un argomento a lei caro Paola Zerman ha sottolineato che l'interesse della classe politica per la famiglia sembra limitato alla vigilia elettorale quando tutti "riscoprono"  di valori che incarna per poi dimenticarsene ad elezioni concluse, soprattutto per quanto riguarda i profili fiscali. "Bisogna fare in modo - ha detto Paola Zerman - che la classe politica, sia pure con una ragionevole progressività, si dia carico di una riforma che instauri un sistema capace di effettiva equità fiscale. Altrimenti i contribuenti dovranno investire del problema la Corte costituzionale, la Corte di giustizia delle Comunità europee o la Corte dei diritti dell’uomo.

Una strada certamente irta di ostacoli ma i principi costituzionali dei quali si è detto, in particolare con riferimento al ruolo della famiglia ed al principio di non discriminazione in rapporto al principio della capacità contributiva fanno ritenere praticabile la proposizione di una questione di costituzionalità nel corso di un giudizio tributario nel quale sia in qualche modo contestato il sistema di tassazione dei redditi familiari".

"Ugualmente sembra proponibile - ha detto l'Avv. Zerman - ai sensi dell’art. 20 della Carta dei diritti dell’Unione europea contestare la validità della normativa fiscale italiana in rapporto al principio di uguaglianza che evidentemente è violato quando una identica misura di reddito sopporta oneri diversi.  Da ricordare, minfine, che l’art. 33 della Carta dei diritti dell’U.E. afferma al primo comma che “È garantita la protezione della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale”. La disposizione si basa sull’art. 16 della Carta sociale europea che a sua volta prevede il “diritto della famiglia ad una tutela sociale giuridica ed economica. Per realizzare le condizioni di vita indispensabili al pieno sviluppo della famiglia, in particolare per mezzo di prestazioni sociali e familiari, di disposizioni fiscali e d’incentivazione alla costruzione di abitazioni adatte ai fabbisogni delle famiglie, di aiuto alle coppie di giovani sposi, o di ogni altra misura appropriata”.

 

 Da Un sogno italiano, 6 marzo 2010