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COME LA PENSO

La famiglia stringe la cinghia


di Salvatore Sfrecola

L'Istat certifica di giorno in giorno l'aumento del costo della vita, drammatico per le famiglie italiane. + 4,1 e + 6,1, dicono le stime ufficiali, ma tutti sappiamo che l'inflazione "percepita", come la calura segnalata dal Servizio meteorologico dell'Aeronautica, è maggiore. Significa ridimensionamento del tenore di vita. Meno acquisti per vestiario e alimentazione. A dieta forzata. Forse ne trarrà un vantaggio la salute, ma è certo che la dieta, che già rattrista perché limita una delle "gioie" della vita, va bene se è scelta individuale, meno se imposta, soprattutto se non incombono necessità di salute.

Fuor di metafora, è proprio dall'andamento dei consumi alimentari che si ricavano preoccupanti indicazioni.

Ieri, in una località vicino Roma, sul mare, dove molti trascorrono le vacanze, al locale supermercato, molto fornito, ho trovato un desolante deserto. Pochissimi a fare la spesa alla vigilia di Ferragosto. Non era mai successo negli anni scorsi. All'uscita, percorrendo le strade più note del paese ho visto molti cartelli "affittasi", un segno di contrazione di quel mercato, considerato che o si affitta ad agosto o la stagione è saltata.

Dati preoccupanti, che confermano le rilevazioni delle associazioni del commercio e dell'artigianato, che ne risentono anche per la contrazione dei flussi turistici, una ricchezza che continuiamo a non saper sfruttare.

In molti, di quanti hanno governato in questi anni le realtà economiche del Paese, dovrebbero fare mea culpa. A cominciare dalle autorità pubbliche che hanno, da un lato, dato un cattivo esempio nell'aumento dei prezzi, dall'altro omesso di intervenire per cercare di adottare misure capaci di dissuadere gli operatori economici da incrementi ingiustificati. E qui potrebbe usarsi la leva fiscale, notoriamente lo strumento più flessibile in mano ai governi.

Hanno iniziato lo Stato e gli enti pubblici con gli aumenti. Un esempio, il canone RAI superava di poco le 100 mila lire, oggi sfiora i cento euro, esattamente il doppio. Come le tariffe della sosta degli autoveicoli: a Roma si è passati da 1000 lire ad 1 euro. Anche qui il doppio.

Non sono che due esempi di una valanga che tutti ha investito. Per cui i commercianti ed in genere gli operatori economici si sono arricchiti ed ora lamentano una contrazione del mercato. E' un circuito perverso che va interrotto, altrimenti calerà, con la richiesta di beni, la produzione e, a seguire, l'occupazione, con effetti devastanti sul piano sociale.

L'ho scritto più volte. Chi compra (o non compra) sono le famiglie, che sono composte da lavoratori e aspiranti lavoratori. Per questo la famiglia è al centro della società e dell'economia. E' il motore dello sviluppo economico del Paese. Tutti ne sono convinti, ma a parole. Infatti non seguono altro che proclami.

In economia il profilo psicologico del singolo e delle masse rispetto alle situazioni di mercato conta molto. L'ottimismo e il pessimismo condizionano anche la Borsa. I governanti fanno bene ad infondere fiducia nelle loro iniziative, a far percepire effetti positivi che nella realtà ancora non si sono realizzati. Tuttavia l'aspettativa non può durare a lungo. La gente attende quanto promesso nella misura e nei tempi promessi. La politica dell'annuncio ha dei limiti, considerato che la delusione, in politica, ha effetti devastanti sul consenso.

14 agosto 2008



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SEZIONE NEWS a cura di Marita Sechi











a cura di Rossella Tangredi








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